Moratoria Cittadina delle Pubblicità Lesive della Dignità della Donna BIS

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…solo alcuni esempi di quello che si può trovare in giro…

“Sono passati sei mesi dalla prima presentazione di questa mozione, sei mesi da quando, l’otto marzo, giorno simbolico della dignità delle donne, tale mozione vide bocciata l’ urgenza alla sua approvazione.

Poi il giorno 20 settembre 2010, il Consiglio Comunale di Pesaro ha approvato la mozione presentata dalla Lista Civica Pesaro5stelle sulla “Moratoria Cittadina delle Pubblicità  Lesive della Dignità  della Donn”. Bene!
http://www.grillipesaresi.it/azione/mozioni/mar-2010-moratoria-cittadina-delle-pubblicita-lesive-della-dignita-della-donna/

La volontà  di portare avanti la campagna contro la pubblicità  che offende il corpo femminile, nasce nel 2008 quando, promossa dall’UDI (http://unionedonne.altervista.org/) era partita da Niscemi la Staffetta contro la violenza sulle donne che, di città  in città , aveva ascoltato migliaia di testimonianze di soprusi, maltrattamenti, aveva raccolto la rinnovata volontà delle donne di non abbassare lo sguardo sui propri corpi offesi e di ascoltare con attenzione le parole della coscienza, messa a tacere talvolta dalla paura o dalla vergogna del danno subito.

In seguito, nel 2010 l’UDI, nel giorno simbolo della forza della donna, l’ 8 marzo, ha dato l’avvio alla nuova campagna “Immagini Amiche” (http://unionedonne.altervista.org/index.php/campagne/immagini-amiche.html) contro la pubblicità  lesiva della dignità  della donna che si concluderà  il 25 novembre di quest’anno nella sede del Parlamento Europeo.

Ora noi vogliamo che, con la prossima delibera, sia possibile non vedere più, sui muri della città , la pubblicità  che, per volgarità  o per doppi sensi, propone modelli offensivi che mercificano il corpo della donna; la pubblicità che è pronta a sedurre per convincere facendo appello alle pulsioni più basse; la pubblicità  che agisce e in qualche modo fa cultura contro l’idea e l’immagine della donna cittadina, ributtandola all’indietro nei tempi peggiori; la pubblicità che normalizza quel sentimento di superiorità  che spesso l’uomo prova nei confronti della donna fino al punto di pensare come naturale il poterla offendere ed umiliare.

Non chiediamo al nostro comune gesti eroici, chiediamo semplicemente di applicare la risoluzione del Parlamento Europeo del 3 settembre 2008 (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2F%2FEP%2F%2FTEXT+TA+P6-TA-2008-0401+0+DOC+XML+V0%2F%2FIT) sull’impatto del marketing e della pubblicità  sulla parità  tra uomini e donne, chiediamo di ricorrere in caso di necessità  al codice di autodisciplina della pubblicità, chiediamo di contrastare la pubblicità  offensiva perché è parte, la più visibile, della violenza contro il genere femminile”.

fonte: lista civica 5 stelle Pesaro